Lo scorso giugno, il Giudice di Pace di Palermo ha pronunciato una sentenza di rilievo riguardante l’opposizione ad un’ordinanza ingiunzione emessa dalla Prefettura per il pagamento di una sanzione amministrativa derivante dall’emissione di un assegno bancario protestato per difetto di provvista.
Nel caso esaminato, il ricorrente aveva ricevuto una ordinanza dalla Prefettura milanese che ingiungeva il pagamento di una somma a titolo di sanzione pecuniaria oltre alle spese di notifica, nonché la sanzione accessoria del divieto di emettere assegni per un periodo di 24 mesi. L’opposizione proposta ha fatto emergere due profili fondamentali: il rispetto della competenza territoriale del giudice e la prova dell’avvenuto pagamento liberatorio dell’assegno.
In particolare, è stato chiarito che la competenza territoriale per decidere sull’opposizione all’ordinanza ingiunzione spetta al giudice del luogo in cui è stata commessa la violazione, ossia dove l’assegno bancario è pagabile. Nel caso in questione, l’assegno era stato tratto da una banca con filiale in altro Comune rispetto a quello in cui la Prefettura che aveva emesso l’ordinanza ha sede, rendendo incompetente quest’ultima ad agire.
Sul tema della prova di pagamento, la sentenza ha confermato che il ricorrente ha validamente fornito prova liberatoria, attraverso una dichiarazione sostitutiva autenticata dal Comune, attestante il saldo dell’importo, interessi, penale e spese di protesto entro i termini di legge.
Principio di diritto
Il giudice ha affermato che l’opposizione all’ordinanza ingiunzione per violazioni connesse all’emissione di assegni bancari deve essere proposta davanti al giudice territorialmente competente, individuato nel luogo di pagamento dell’assegno, e che la prova dell’avvenuto pagamento liberatorio deve essere fornita entro termini rigorosi, a pena di inammissibilità dell’opposizione stessa.
Commento Avv. Angelo Vassallo
“La pronuncia ottenuta in favore del nostro cliente rappresenta un utile e importante chiarimento circa la competenza territoriale nelle opposizioni alle ordinanze ingiunzione prefettizie legate agli assegni bancari protestati, ribadendo un consolidato orientamento giurisprudenziale. È fondamentale per chi si trovi in situazioni analoghe verificare attentamente non solo la tempestività e la forma dell’opposizione, ma anche la corretta individuazione del giudice territorialmente competente per garantire la valida tutela dei propri diritti.
Inoltre, la sentenza sottolinea con efficacia l’importanza di provare in modo documentale e tempestivo il pagamento effettuato, al fine di evitare conseguenze sanzionatorie gravi, come il divieto di emissione di assegni. Lo studio legale Vassallo & Sapienza è sempre a disposizione per assistere in casi complessi simili, garantendo una difesa puntuale e competente.”

